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Come tutti gli inizi anno, ritorna, sempre fresco, il tema “incentivi statali” per ristrutturazioni, mobili ed altro. Di seguito proponiamo uno specchietto riassuntivo per fare chiarezza senza troppi fronzoli. 

Naturalmente per qualsiasi approfondimento potete sempre contattarci. 
 

Ero quasi convinto di regalarmi un nuovo cellulare e un nuovo numero di telefono alternativo per rispondere alle telefonate di cari e familiari e spegnere il mio cellulare del lavoro almeno in vacanza o la sera.

Alcune persone, prese dalla frenesia del lavoro e della vita “moderna” non hanno più rispetto della privacy altrui e pensano che solo perché si è in possesso di un cellulare bisogna, per forza, rispondere a qualsiasi giorno e ora.

Sfoghi a parte, ho cercando tra le tante applicazioni disponibili e ho trovato “Night keeper (sottotitolo: non disturbare” (https://play.google.com/store/apps/details?id=com.nightskeeper&hl=it).

Questa applicazione permette di impostare i volumi delle suonerie in base a fasce orarie definite dall’utente; questa funzione la permettono un po’ tutte le app del genere, ma non tutte permettono di impostare tali volumi a seconda del contatto o del gruppo di contatti.

Per cui puoi scegliere quando essere disponibile per tutti, quando per i tuoi familiari o quando per nessuno. Questo si definisce: “a mali estremi, estremi rimedi”!

Cari colleghi e amici se anche voi siete stufi di essere obbligati a rispondere ad ogni ora o di andare in giro con due cellulari, questa è senz’altro l’applicazione che fa per voi.

Adesso la parte divertente è capire chi lasciare fuori o tenere dentro la white list!

La nuova automobile del colosso Google è pronta per essere testata in california con una flotta di ben 25 esemplari.

Dopo numerosi test eseguiti l’auto a guida automatica biposto è pronta per abbandonare i tracciati di prova e cominciare una nuova fase di test con piloti umani “di emergenza”. L’automobile, infatti, avrà la possibilità di guidare da sola, ma sarà sempre assistita da personale umano provvisto di comandi. La casa madre ha impostato per il test una velocità massima di 40 km/h, ma assicurano: “i nostri software e i nostri sensori sono in grado di rilevare una situazione difficile e sono in grado di reagire prima e più velocemente di un pilota umano…”, per cui la sicurezza, a loro dire, è garantita!

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Philips ha abbinato la tecnologia led alla tecnologia wireless. Finalmente è possibile mediante un “bridge” collegato ad un router gestire mediante una applicazione le luci di casa. Questo sistema permette di comandare fino a 50 luci: una alla volta, a gruppi o tutte insieme.

Puoi decidere in ogni momento di cambiare la fonte luminosa in intensità, colore o gradazione di bianco a seconda di come vivi l’ambiente in un determinato momento della giornata.

Puoi provare le diverse gradazioni di luce bianca e il loro effetto sul tuo organismo, dalla luce fredda energizzante alla luce calda rilassante. Oppure scegli tra tutti i colori dello spettro quello che meglio riflette il tuo stato d’animo.

Hue può svegliarti al mattino in maniera naturale, simulando l’alba. Può aiutarti a proteggere la tua casa grazie al controllo delle luci da remoto. Può farti rivivere i tuoi ricordi preferiti ricreando con la luce l’atmosfera di una fotografia. Può perfino tenerti informato sulle condizioni meteo. Le lampadine LED hue possono sostituire le lampade già presenti in casa in quanto hanno attacchi standard. Si possono trovare anche sotto forma di strisce led.

Il bridge consente, inoltre, di connettere il sistema hue a internet. In questo modo, è possibile controllare le luci di casa da remoto, collegarle al Web, alle notizie, alla tua casella di posta elettronica o al tuo profilo sui Social Network.

Il costo? A mio parere molto contenuto, vista la tecnologia e la durata delle lampade led. Il kit base, acquistabile anche su Amazon.it, è composto da 2 lampade e bridge e costa circa 100,00 €. Naturalmente tutte le lampade sono in classe A.

www2.meethue.com

 

Droni al posto dei muratori: è il futuro dell’edilizia?

Forse un giorno non esisteranno più i muratori ma una flotta di droni che costruirà gli edifici del futuro. Magari si potrà collegare il sistema che li comanda direttamente al modello tridimensionale del progetto ed un software ottimizzerà i viaggi degli operai volanti per ridurre i tempi ed i costi della costruzione.

L’architetto e ricercatore Ammar Mirjan in un video diffuso da Dezeen spiega che i droni potranno essere programmati per la costruzione e avranno un’applicazione pratica in architettura. La ricerca va avanti dal 2012, quando lo studio di architettura svizzero Gramazio Kohler Architetti e l’esperto di robotica hanno collaborato al progetto Flight Assembled Architecture (FRAC Centre, France)per la costruzione di una torre di sei piani in mattoni di polistirene.

Droni al posto dei muratori: è il futuro dell’edilizia?

I 1.500 componenti della torre sono stati posizionati da droni comandati attraverso i pc del dipartimento di ricerca del Politecnico ETH di Zurigo. Mentre un braccio robotico ha movimenti e altezze limitate i piccoli elicotteri senza conducente sono in grado di spostarsi in qualsiasi direzione e non hanno limitazioni di quota.

L’architetto sostiene che è un peccato costruire un modello tridimensionale per poi trasformarlo in immagini bidimensionali da interpretare quando si potrebbe collegarlo a un sistema di costruzione vera e propria. Se la ricerca andrà avanti in questa direzione i droni potranno diventare l’anello mancante tra modellazione 3d e realizzazione degli edifici.

Negli ultimi decenni grazie ai software di progettazione e all’innovazione nel campo di sistemi informatici per le costruzioni si sta assistendo alla nascita di edifici dalle forme un tempo impensabili. Curve, angoli, sbalzi ed aggetti spesso rendono difficoltosa la realizzazione e sempre più spesso i cantieri devono fare ricorso a squadre di edilizia acrobatica specializzate in montaggi di strutture difficili. La costruzione affidata ai droni potrebbe porsi come la soluzione a questo tipo di situazioni ed aprire nuovi scenari per la progettazione degli edifici.

https://youtu.be/xvN9Ri1GmuY

 

ifttt

Una App che assolutamente non può mancare in un tablet è IFTTT. Può svolgere 2 funzioni semplici:

  • Bottone: con una mossa del dito chiedi al device di fare una qualsiasi cosa che hai programmata
  • Applicazione logica: se riceve un input qualunque programmato fa in automatico l’azione programmata

Ad esempio il device :

  • riceve una mail da una data persona? la puoi rispedire, inoltrare o condividere con chi vuoi (collaboratori, assistenza, ecc);
  • entra in un dato luogo e sai che c’è il wi-fi? il device attiverà la funzione e si connetterà alla rete;
  • comprende che hai scattato una foto in un dato posto? Automaticamente la manda ad una posta elettronica, se lo hai programmato;

Come si può comprendere le possibilità di questa applicazione sono infinite. Visita il sito: https://ifttt.com

Non si comprendono immediatamente tutte le potenzialità perché tutto è basato sulle necessità dell’utente e sulla sua fantasia. Con uno stesso account si può accedere alla versione device mobile o internet, quindi praticamente lo hai sempre con te. Dimenticavo IFTTT è l’acronimo di IF THIS THEN THAT, ”

SE "QUESTO" ALLORA "QUELLO"

Uno delle migliori app dell’anno … basta saperla usare.

 

WikiHouse

Contro la crisi degli alloggi a Londra, e in generale in Europa, una società di design inglese potrebbe aver trovato una soluzione: una casa fai da te che è possibile scaricare da Internet. Si chiama Wikihouse 4.0 ed è un progetto, senza scopo di lucro, di open-source per la progettazione e costruzione di case che si sforza di democratizzare e semplificare la realizzazione di abitazioni, di risorse sostenibili e di luce. Nell’estate del 2011, Alastair Parvin e Nick Ierodiaconou di Studio 00, in collaborazione con ARUP engineers, hanno lanciato al Gwangju Design Biennale, a Gwangju in Corea del Sud, il prototipo della casa del futuro: si scarica da internet, si stampa in 3D e a costi contenuti.

L’obiettivo di Wikihouse 4.0 è quello di permettere a chiunque di progettare, scaricare e stampare a prezzi accessibili la propria casa. Wikihouse è una casa di legno di 68 metri quadrati realizzata da modelli disponibili su internet e si può costruire senza coinvolgere squadre di ingegneri, architetti e muratori, ma utilizzando solo viti, graffette, cunei e spine. “É la prima volta che una casa a due piani viene digitalmente tagliato e costruita utilizzando tecnologia open source. E ci vogliono solo un piccolo gruppo di volontari e otto giorni di tempo per mettere insieme le componenti – che sono state fabbricate utilizzando una forma di stampa 3D”. Le modalità sono semplicissime: basta cliccare sul sito di Wikihouse, acquistare il modello della casa scelta, scaricarne i disegni, stampare i pezzi in 3D, dedicarsi al loro montaggio per poco più di una settimana ed ecco pronta la vostra casa dei sogni al costo di 62 mila euro.

WikiHouse permette agli utenti di scaricare piani di costruzione dal suo sito, personalizzarli utilizzando SketchUp, e poi utilizzarli per creare pezzi di compensato con un router di CNC. Utilizzando una macchina CNC, i pezzi della casa possono essere digitalmente ‘stampati’ su un foglio di normale materiale come legno compensato, e la struttura portante assemblata in meno di un giorno da persone senza formazione nel campo delle costruzioni. La costruzione di strutture WikiHouse richiede un’assenza di parti speciali, perché i pezzi tagliati di legno si incastrano insieme a cuneo e le connessioni tra i pezzi sono ispirati alla classica architettura coreana. Il telaio deve poi essere rifinito con rivestimento, isolamento, cablaggio e impianto idraulico prima di rendere la Wikihouse abitabile.